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Storia e tradizione dell'albergo.
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- 1572
- Un documento del 16° secolo testimonia la vendita della tenuta vinicola di Castel Vernaun, allora residenza del Conte Kuno, il cui nome ha dato origine al nome “Kiendl”.
- 1632
- Nel 1632, in seguito al matrimonio con un certo Hannsen Winkler, il Kiendlhof venne ereditato in linea diretta dalla famiglia Winkler.
- 1871
- La domenica di Pasqua dello stesso anno, per la famiglia imperiale austriaca e per quella del Kiendlhof, si verificò un evento storico significativo: durante un’escursione in montagna, il Principe ereditario allora tredicenne Rudolph, figlio dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria (detta “Sissi”) e dell’Imperatore Francesco Giuseppe, si trovò in una situazione di pericolo. Karolina Winkler, contadina del Kiendl, si mise sulle sue tracce e, udendo le grida d’aiuto, lo portò in salvo.
Solo molti anni più tardi, l’Imperatore austriaco venne a conoscenza del coraggioso atto e, come ringraziamento, fece recapitare alla nostra antenata un prezioso collier, che abbiamo mostrato ai nostri ospiti per la prima volta nell’agosto del 2006, in occasione della nostra festa dei “70 anni di accoglienza al Kiendl”.
Grazie ai soggiorni dell’Imperatrice Sissi a Merano, la città termale acquisì una notorietà internazionale, e qui giungevano turisti da ogni parte del mondo. Così gli anni 70 del 19° secolo, videro arrivare i primi ospiti anche al Kiendlhof, a bordo di una carrozza trainata da cavalli.
La “Restauration” Kiendl, l’antico termine austriaco per trattoria, accoglieva escursionisti giornalieri, servendo loro tutto ciò che il maso aveva da offrire.
Durante la guerra e nell’ambito della politica fascista d’italianizzazione, tutti i nomi e le descrizioni tedesche furono vietate e il Kiendlhof divenne un “ristorante”, mentre il suo titolare Franz senior fu improvvisamente chiamato Francesco.
- 1936
- La prima camera fu affittata per caso dalla nostra bisnonna a due studenti di Monaco, Hubert Korte e Berndt Witkop, che viaggiavano in moto verso l’Alto Adige e che fecero una sosta al Kiendl, allora maso contadino e trattoria, pregando la fattrice Philomena di offrire loro un rifugio per la notte. Questa però li liquidò dicendo che al Kiendlhof non vi erano camere disponibili. Tuttavia, dopo un iniziale scetticismo, offrì ai due la stanzetta nel sottotetto, libera proprio perché entrambi i figli stavano trascorrendo le vacanze estive nel rifugio sull’alpeggio. I due studenti continuarono a tornare in Alto Adige anche negli anni successivi, per arrampicarsi sul Gruppo dell’Ortles e sulle Dolomiti e, naturalmente, si recavano al Kiendlhof, dove nonostante il loro “portafoglio semivuoto da studentelli”, continuavano a essere trattati benissimo. Negli anni della guerra Hubert Korte, ormai diventato un affermato chirurgo, venne fatto prigioniero in Russia. Berndt Witkop, invece, diventato biochimico, emigrò a Washington, dove vive tutt’ora. Dopo la guerra i due amici s’incontrarono di nuovo, naturalmente al Kiendlhof in Alto Adige, dove ancora oggi trascorrono le vacanze con la famiglia.
- 2006
- Questa straordinaria amicizia è stata celebrata anche in occasione dell’evento “70 anni d’accoglienza al Kiendl”. Con Hubert Korte e Berndt Witkop, ebbe inizio nel 1936 l’attività di albergatori e, così facendo, il Kiendlhof, da ormai oltre 450 anni di proprietà della famiglia, si è trasformato da maso ad azienda turistica.
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